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La Collezione.

L’intera Collezione del Pio Monte oltre che per il suo valore artistico, assume una valenza particolare, in quanto dovuto alla generosità di quanti, nei secoli, hanno voluto con donazioni ed elargizioni contribuire alla sua formazione. Vari illustri personaggi nominarono erede universale il “Pio Monte della Misericordia”.

1802. L’eredità Marciano

Nel 1802 il cavaliere don Gennaro Marciano nominò suo erede universale il Pio Monte “affinchè con le vendite si accreschino le opere di misericordia”. Tra le opere donate vi sono le quattro grandi tele adesso esposte nella Sala di Governo attibuite ad un seguace di Mattia Preti: La Visitazione, Noli me tangere, Cristo tentato da Satana, Cristo servito dagli Angeli.  Massimo Stanzione: Sant’Apollonia e Sant’Agnese. Mattia Preti: La morte di san Francesco.

1892. Eredità De Mura

 

1933. L’eredità Carelli Capace Galeota

La donazione del 1933 del Barone Giuseppe Carelli Capece Galeota fu eseguita dopo la morte della moglie Maria Maddalena. Oltre ai beni immobili, donò i trentuno dipinti, già appartenuti alla cognata Donna Maria Sofia Capece Galeota. Tra i dipinti ereditati, notevole è l’Autoiritratto di Luca Giordano, due monumentali ritratti equestri che rappresentano due personaggi Spagnoli. Agostino Beltrano autore del ritratto di Carlo di Tocco e quello di Giovanni Stefano Maja con Leonardo di Tocco.

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