640-911  HP0-J73  70-412  70-532  74-335  CCD-410  200-101  mb2-703  700-505  70-533  700-501  70-483  70-243   640-554  70-412  mb5-705  70-488  C_TADM51_731  100-101  74-335  70-486  70-417  70-346  ex300  1Z0-803  300-115  70-414  

L’ Archivio Storico.

Biblioteca

 

La Biblioteca è aperta al pubblico nei giorni di lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 9:00 alle 16:00.

E’ obbligatoria la prenotazione per la consultazione dei volumi. Si garantiscono i servizi di consultazione cataloghi SBN, inventario locale e informazioni bibliografiche. Le prenotazioni si effettuano tramite mail o richieste telefoniche rivolgendosi alla dott.ssa Loredana Gazzara.

La Biblioteca del Pio Monte della Misericordia, contenente 17.000 volumi circa, si è formata, così come per il patrimonio artistico, grazie a lasciti o donazioni nell’arco di quatto secoli. Custodisce in prevalenza libri di Storia, Meridionalistica, Araldica, Storia dell’Arte ed è divisa in tre fondi speciali:

 

-      il fondo del Pio Monte della Misericordia, composto di circa 3.000 volumi datati dal XVII al XXI secolo, proveniente in parte dal patrimonio giunto attraverso le diverse eredità e donazioni al Pio Monte della Misericordia nel corso dei secoli; il fondo comprende molti testi di natura teologica, giuridica e altre discipline; comprende, inoltre, gli atti e le relazioni a stampa relative all’attività istituzionale del Pio Monte. Una sezione, particolarmente interessante, è dedicata alla grande attività che l’Ente svolgeva presso l’Ospizio termale di Casamicciola, attraverso le annuali Statistiche Medico-chirurgiche degl’infermi curati con le acque termo-minerali di Gurgitello nell’Ospizio del Pio Monte della Misericordia in Casamicciola, in cui si relazionava, nel dettaglio, sulle cure effettuate per circa cinquant’anni a cavallo tra Otto e Novecento. Infine, il fondo comprende una sezione Emeroteca, con esemplari particolarmente rari (ad es., il Giornale del Regno delle Due Sicilie, con annate complete dal 1831 al 1886).

 

-      il fondo Vittorio Gleijeses, donato al Pio Monte della Misericordia da Fiorella, figlia del prof. Gleijeses, nel luglio 2006, composto da 1.746 volumi databili tra XIX e XX secolo, di grande interesse culturale soprattutto per la storia e la storia dell’arte locale. Fanno parte del fondo testi prevalentemente di napoletanistica, storia e storia dell’arte, oltre che saggi e antologie di letteratura, italianistica e geografia; si segnalano alcune rare edizioni crociane, la prima serie completa della rivista Napoli Nobilissima e gli Studi di Storia Cristiana ed Ecclesiastica del Brezzi.

 

-      il fondo d’Aquino di Caramanico, è stato donato, nel 2009, al Pio Monte della Misericordia dal Conte Don Alessandro Raimondo d’Aquino di Caramanico, dei Principi di Caramanico, dei Principi di San Severo etc., Cavaliere di Gran Croce di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, discendente da Casa d’Aquino, una delle Sette Serenissime Grandi Famiglie del Regno di Napoli. Tra i primi Ispettori Archivistici Onorari incaricati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Conte, durante tutta la Sua vita ha recuperato numerosi, libri rari e intere collezioni, fondi e archivi di importante valore storico, anche attraverso l’opera di persuasione esercitata nei confronti di Famiglie nobili Napoletane, affinché tutelassero il futuro delle loro memorie storiche. Ha ricoperto numerose cariche in diverse Istituzioni. In particolare è stato Presidente Emerito dell’Associazione Nobiliare e della Commissione Araldico-Genealogica per le Province Napolitane del C.N.I. e Membro effettivo del Collegio Araldico e del Consiglio di Presidenza; Presidente dell’Associazione Nazionale Cavalieri Costantiniani Italiani del Sovrano Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Ente Morale D.P.R. 30/3/1973); Deputato della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro; Presidente del Comitato d’Onore dell’Accademia Araldico-Storica Abruzzese; Presidente della Federazione delle Associazioni Culturali Napolitane, di cui ne fu anche il fondatore; Presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli, Sezione Campania; Governatore del Real Monte Manso di Scala e Governatore al Patrimonio del Pio Monte della Misericordia.

Il fondo d’Aquino di Caramanico è composto anche da un Archivio di particolare interesse storico, che insieme alla cospicua, pregiata biblioteca di circa 12.000 volumi, formano un unicum di grande spessore culturale.

 

Contatti Biblioteca:

Ufficio Quadreria e Archivio Storico

dott.ssa Loredana Gazzara

tel. 0039 (0)81 44 69 44 – 0039 (0)81 44 69 73

fax. 0039 (0)81 44 55 17              

via Tribunali, 253, 80139 – Napoli

segreteria@piomontedellamisericordia.it

 

 

 

 

L’Archivio Storico

 

 

L’Archivio con il suo notevole patrimonio documentario, è il luogo dove risiede la memoria storica di questo glorioso Istituto che da quattro secoli svolge la sua attività assistenziale e benefica per le classi più bisognose di Napoli.

In questi lunghi anni, ormai più di quattro secoli, il Pio Monte della Misericordia ha visto incrementare il suo già notevole patrimonio archivistico con altri archivi privati giunti con i beni dei loro donatori che hanno affidato al Pio Monte i propri beni da utilizzare per il sollievo dei bisognosi.

Nel suo organico vi è sempre stato un Archiviario, figura insostituibile che si occupava appunto di custodire e curare i documenti da esso prodotto.

 

La “notevole importanza storica” di questo ricchissimo archivio è testimoniato dal riconoscimento dato dalla Soprintendenza Archivistica per la Campania con la quale il Pio Monte della Misericordia costantemente trattiene rapporti di collaborazione.

È in atto un processo che tende a realizzare in seno al Pio Monte un vero e proprio polo culturale attraverso anche l’acquisizione di altri archivi.

 

A tale proposito, nel 2009, è confluito l’archivio privato di Casa d’Aquino di Caramanico per volontà del Conte Alessandro R. d’Aquino di Caramanico già governatore di questo pio istituto unitamente alla propria biblioteca di oltre 12.000 volumi di meridionalistica. L’Archivio, precedentemente conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli, consta di oltre 200 pergamene tra le quali si ammira la Bolla di Papa Pio V datata 12 aprile 1567 con cui San Tommaso d’Aquino fu proclamato Dottore della Chiesa.

 

L’Archivio conservato in 5 sale ad esso dedicato, è dotato di un database grazie al quale, con un apposito programma che gestisce oltre 16.000 schede, è oggi possibile una più facile consultazione per individuazione dei suoi documenti.

E’ in fase di sviluppo la realizzazione della digitalizzazione di moltissimi documenti; in seguito a ciò è ipotizzabile la sua consultazione anche attraverso al rete internet.

Il materiale documentario di cui si compone l’Archivio del Pio Monte della Misericordia è suddiviso in serie di scritture, chiamate Categorie, ognuna con una propria denominazione, distinta con una lettera dell’alfabeto e divisa in sottoserie chiamate anche Rubrica. Le scritture appartenenti alle singole sottoserie hanno ciascuna un propria numerazione.

 

La prima categoria, contrassegnata dalla lettera A e denominata Fondazione, è suddivisa a sua volta nelle seguenti rubriche: A Fondazione – A1 Ospizio di Casamicciola – B Amministrazione del Monte. E’ formata da documenti la cui datazione va dl 1506 al 1926. Tra gli atti di maggiore rilievo troviamo qui raccolte: copia dell’atto costitutivo datato 19 aprile 1602 rogato per notar Aniello Auricola. Di questo documento il Pio Monte della Misericordia ha chiesto ed ottenuto dall’Archivio di Stato di Napoli la microfilmatura dell’originale conservato nel Fondo dei Notai del ’500; il Regio Assenso di Filippo III a firma del Viceré Giovanni Alfonso Pimentel de Herrera datato 10 luglio 1604 che approvava la prima capitolazione del Monte; ancora copia cartacea del Breve di Papa Paolo V del 15 novembre 1605 con il quale veniva concesso l’assenso alla costituzione del Pio Monte (il suo originale si conserva nel fondo delle pergamene).

 

Vi sono poi fasci che riguardano la costruzione della sede in via Tribunali, con gli atti di acquisto delle fabbriche preesistenti e fasci di documenti che descrivono la costruzione successiva. Nel fondo dell’Ospizio di Casamicciola, troviamo gli atti di provenienza, i lavori di ampliamento della prima fabbrica ed una dettagliatissima seconda parte che ci descrive, anche con la presenza di numerose tavole, la ricostruzione dell’Ospizio dopo il tristemente famoso terremoto che colpì l’isola il 28 luglio del 1883.

 

La categoria Patrimonio, contrassegnata dalla lettera B, è divisa in 14 rubriche. È questo il fondo più rilevante, conta infatti quasi 10.000 schede per un periodo che va dal 1269 (datazione di una pergamena della eredità Blanch) al 1984. Sono raccolti in questa serie le Donazioni, Eredità, Legati, Monti di Famiglia, Sostituzioni, Fondi rustici, Fondi urbani, canoni, capitali, titoli di rendita ed oggetti d’arte. Il carteggio più ampio è quello delle eredità. Giunte numerose, fin dal suo sorgere, le eredità sono ordinate cronologicamente, così come si sono avute nel tempo. Ricordiamo tra esse quelle del pittore Francesco De Mura che fece testamento a favore del Pio Monte vincolandolo alla vendita dei suoi quadri facendo si che il ricavato venisse impiegato in opere benefiche. La confidenza del dott. Horatio de Dato, con cui con atto dell’ottobre del 1653, ordinò di pagare annualmente 10 maritaggi ciascuno di 20 ducati ad altrettante giovinette. Il lascito del Senatore Antonio Ranieri, amico di Giacomo Leopardi, che obbligò il Pio Monte ad erigere un cronicario per bambini da intitolare alla sua amata sorella Paolina Ranieri. Obbligo cui il Monte attese puntualmente. Ancora, tra i lasciti vi sono quelli di alcune importanti Famiglie che formano un rilevante carteggio. Infatti la Soprintendenza Archivistica per la Campania ha provveduto in data 17.09.1991, con propri atti dichiarandoli di notevole interesse storico, quelli delle Famiglie: Sanchez de Luna, con atti relativi agli anni 1612-1706, Giovan Tommaso Blanch Marchese dell’Oliveto, carteggio cronologicamente anteriore a quello del suo testamento del 22 agosto 1543 consistente in 33 volumi ed in cui vi sono numerose pergamene; Federico Tomacelli Marchese di Chiusano, composto da 6 volumi, tale lascito era composto da un “monte a moltiplico” ed articolato in tre “confidenze“, di questo carteggio, tra l’altro, fanno parte molti libri maggiori conservati oggi nel “Fondo Antico” creato nell’ultimo riordino dell’archivio; Isabella Ricca, un legato  del 25.07.1627 con documenti raccolti in 4 volumi; Duca di Salza Girolamo Strambone, con suo testamento del 22.02.1749 i cui documenti sono raccolti in 5 volumi. Si segnala, inoltre, nella categoria B la presenza de gli atti relativi ai Fondi Urbani e Fondi Rustici di rilevante importanza per la vita economica dell’Istituto.

Abbiamo ancora altri fondi composti la categoria Aste, Licitazioni, Contenzioso, contrassegnata dalla lettera C, divisa in 6 rubriche. È composta da documenti la cui datazione parte dal 1596 al 1986.

 

La categoria Beneficenza, contrassegnata dalla lettera D e con documenti che datano dal 1604 al 1976, si articola in 5 rubriche. E’ senza dubbio un fondo molto interessante; nella rubrica A – Redenzione dei Cattivi, si conservano i documenti che riguardano appunto il riscatto degli schiavi, attività che il Pio Monte ha svolto ininterrottamente per quasi due secoli e mezzo; si segnala, tra questi, la presenza di particolare interesse di molti documenti in lingua ottomana oggetto di recenti approfonditi e rilevanti studi in materia.


La categoria Culto, contrassegnata dalla lettera E, è divisa in 6 rubriche per il periodo di anni dal 1526 al 1970. Questo categoria è formata da tutti quegli atti che più direttamente riguardano la Chiesa con la istituzione di cappellanie, Messe, Fondazioni Pie, Beneplaciti e Sanatorie, indulgenze e Privilegi.
La categoria Carteggio, contrassegnata dalla lettera F, è divisa in 3 rubriche. In essa si conservano atti dei fondi urbani e rustici di varia natura. Dal 1432 al 1984.


La categoria Opere Assistenziali, contrassegnata dalla lettera G, è divisa in 6 rubriche. È composta da documenti cha datano tra il 1874 al 1990. Sono raccolte, per le varie rubriche gli atti che trattano direttamente la gestione dell’Asilo Luigi Illiano di Bacoli, dell’Orfanotrofio S. Maria della Provvidenza in Casamicciola, l’Opera degli Infermi: Ospedale Elena d’Aosta, Casa di Riposo  Villa Fiorita, Bagni Pubblici di Napoli, Terme di Casamicciola.


La categoria Governo del Monte, contrassegnata dalla lettera H, è divisa in 14 rubriche. Sono qui raccolti i documenti d’inventario, i regolamenti, gli importantissimi registri delle declaratorie (è proprio nel primo di questi volumi che riscontriamo la testimonianza del pagamento al Caravaggio per il suo quadro), i libri delle giunte, oltre ai volumi delle deliberazioni. La documentazione parte del 1601 al 1995.


La categoria Contabilità, contrassegnata dalla lettera I, è divisa in ben 46 rubriche. Il materiale in esso ordinato e che va dal 1783 al 1990, raccoglie i libri dei Conti, Conto Finanziario, Giornali d’Esito e di Introito, mastro d’Esito e di Introito, Conti Materiali, Conti Morali, Bilanci, Liste di Carico, Mandati di Pagamento, ecc… in altre parole una dettagliatissima documentazione sull’attività economica del Pio Monte della Misericordia.


Infine abbiano la categoria Fondo Antico, contrassegnata dalla lettera L e divisa in 9 rubriche. Data dal 1412 al 1944. Questo Fondo è stato istituito durante l’ultimo riordino. Necessità sorta per dare una adeguata sistemazione ad un carteggio composto da ben oltre 200 volumi che a metà degli anni ’60 furono depositati presso l’Archivio di Stato di Napoli e che solo ad inizio degli anni ’90 sono ritornati nell’Archivio del Pio Monte. Sono stati divisi in: Registri diversi del Pio Monte; registri diversi di altri enti; Registri di contabilità del Pio Monte; Registri contabili delle Confidenze; Registri del Monte di Chiusano ed eredità Tomacelli; Registri Monte Coppola; Registri della Baronia di Montefuscoli. Particolare riguardo si ha per le Pergamene (sono in numero di 36 e datano dal 1412 al 1821).

 

(Mario Quarantiello – Archivista Paleografo Diplomatico)