La Collezione

Cappella del Pio Monte di Misericordia

La cappella del Pio Monte della Misericordia, ancora oggi nel pieno esercizio delle sue funzioni religiose, fu costruita in una prima fase da Giovan Giacomo di Conforto (1604-1607), poi riedificata da Francesco Antonio Picchiatti (1656-1671).  L’impianto centrale ottagonale è funzionale al racconto delle Opere del Pio Monte della Misericordia: infatti i dipinti sugli altari rimandano alle attività caritatevoli dell’Ente, a partire dall’altare maggiore, con il famoso capolavoro di  Caravaggio che sintetizza le opere della misericordia corporale.

Incredibilmente, le iconografie dei dipinti Seicenteschi possono richiamare simbolicamente le diverse attività assistenziali dell’Ente svolte ancora oggi in diversi settori.

Dal lunedì  al sabato si celebra la Santa Messa alle 9.30

Quadreria

Conosciuta anche come ‘Pinacoteca’, la Quadreria è aperta ai visitatori che entrano nei luoghi ancora adoperati dalla Associazione. Un appartamento storico vissuto, dove, ad esempio, due volte l’anno si riunisce l’Assemblea Generale degli Associati e dove, tutti i venerdì si riunisce l’attuale Governo composto da sette Governatori che decidono le attività e i sostegni da offrire.

Nel corso dei secoli giungono numerose donazioni ed eredità: proprietà immobiliari e fondi rustici (che costituisce il patrimonio attuale dell’Ente) e molte collezioni d’arte, vendute fino al 1914 per ricavare risorse per la beneficenza.

Dal 1972 il Pio Monte della Misericordia apre per la prima volta le sue porte e rende visitabile il suo patrimonio privato, ammirato fino a quel momento solo dagli Associati o da pochi studiosi.

La collezione, che oggi è visibile a tutti, si compone di alcuni nuclei principali:

  • la collezione del maggiore pittore attivo a Napoli nella seconda metà del ‘700, Francesco De Mura, il quale lascia al Pio Monte, essendo privo di eredi, tutti i dipinti, tra cui molti bozzetti, presenti nel suo studio.
  • Il gruppo di dipinti provenienti dal lascito di Gennaro Marciano (1802), tra cui quelli di Massimo Stanzione e Mattia Preti.
  • Il terzo nucleo appartienente alla donazione del 1933 fatta dal Barone Giuseppe Carelli, proveniente dal patrimonio di Maria Sofia Capece Galeota dei Duchi della Regina, che lasciò al Monte 31 dipinti, tra cui l’Autoritratto di Luca Giordano, i grandi ritratti equestri della famiglia di Tocco, il dittico tardo quattrocentesco e la Pietà di Andrea Vaccaro.
  • Un quarto gruppo è costituito dall’insieme di tutte le altre eredità, donazioni o incarichi diretti dati agli artisti.

Dopo appena un anno dalla nascita del Ministero dei Beni Culturali, nel 1975, la collezione d’arte del Pio Monte della Misericordia riceve il riconoscimento di notevole interesse storico ed è oggi catalogato in 1007 schede (Modello OA) con un software informatico che segue gli standard dettati dall’ICCD, consultabile al http://www.polodigitalenapoli.it/

Sezione Contemporanea

Ancora oggi continuano le donazioni, che hanno dato vita negli ultimi anni alla sezione contemporanea con opere di artisti che hanno realizzato personali interpretazioni sul tema della Misericordia, con le tecniche più diverse. Aprendosi ai più recenti linguaggi espressivi il Pio Monte della Misericordia ha promosso borse di studio per giovani talenti dell’Accademia di Belle Arti e ha accolto con il progetto “Sette Opere Per la Misericordia”: oltre 40 opere ricevute in dono da importanti artisti contemporanei, tra cui Anish Kapoor, Mimmo Jodice, Mimmo Paladino, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Giberto Zorio, Francesco Clemente, Gordon Douglas ed altrettante opere di giovani artisti napoletani proiettati al successo.

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