JAN FABRE – ORO ROSSO dal 29 marzo al 30 settembre 2019

invito jan fabre pio monte della misericordia

 

 

Calendario degli eventi:

Jan Fabre. Omaggio a Hieronymus Bosch in Congo.

Studio Trisorio

Riviera di Chiaia 215, Napoli

29 marzo ore 19.00 – fino al 30 settembre 2019

Jan Fabre. Oro Rosso

Sculture d’oro e corallo, disegni di sangue.

Museo e Real Bosco di Capodimonte

Via Miano 2, Napoli

30 marzo ore 11.30 – fino al 15 settembre 2019

Jan Fabre. L’uomo che sorregge la croce.

Pio Monte della Misericordi

Via dei Tribunali 253, Napoli

30 marzo – fino al 30 settembre 2019

Jan Fabre. L’uomo che misura le nuvole

Museo Madre

Via Luigi Settembrini 79, Napoli

30 marzo – fino al 30 settembre 2019

L’artista belga Jan Fabre torna a Napoli con un nuovo progetto che coinvolge quattro luoghi di grande prestigio: il Museo e Real Bosco di Capodimonte, la chiesa del Pio Monte della Misericordia, la galleria Studio Trisorio, il Museo Madre.

Al Museo e Real Bosco di Capodimonte, nella mostra dal titolo Oro Rosso. Sculture d’oro e corallo, disegni di sangue, curata da Stefano Causa insieme a Blandine Gwizdala, sarà esposta una serie inedita e sorprendente di sculture in corallo rosso realizzate appositamente per Capodimonte, insieme a sculture in oro e disegni di sangue creati dall’artista dagli anni Settanta ad oggi.

Come già nella grande personale al Musée du Louvre nel 2008 o in quella più recente allo State Hermitage Museum del 2017, le opere di Jan Fabre saranno in dialogo con alcuni capolavori provenienti dalle collezioni del museo di Capodimonte e da altre istituzioni museali cittadine, in particolare con dipinti storici e splendidi oggetti d’arte decorativa di epoca rinascimentale, manierista e barocca selezionati da Stefano Causa.

«Fabre racconta – scrive Causa – in una lingua non troppo diversa, una vicenda di metamorfosi incessanti, di materiali che mutano destinazione e funzione, una storia di sangue e umori corporali, inganni e trappole del senso, pietre preziose, coralli e scarabei, usciti a pioggia dai residuati di una tomba egizia, frammenti di armature, sequenze di numeri e citazioni dalle Scritture, dentro un universo centrifugo di segni».

“Il sangue oggi è oro”, dice Jan Fabre, e nell’esposizione a Capodimonte mette in scena un intero universo di simboli che parlano d’arte e di bellezza, di forza e fragilità del genere umano, del ciclo continuo di vita-morte-rinascita.

Il corallo è chiamato “oro rosso” per la sua preziosità e per la sua valenza apotropaica. Le sculture in corallo rosso, che Fabre ha creato appositamente per Capodimonte, sembrano un tesoro proveniente dagli abissi della sua mente, antichi ibridi tra natura e simbolo, nuovi idoli tra passato e futuro.

L’oro, come colore e materiale, rappresenta la spiritualità sin dall’epoca medioevale ed è, in questa mostra, legato alla materia fluida più preziosa del nostro corpo: il sangue.

Nei disegni di sangue si ritrovano le più profonde motivazioni dell’artista, le sue sperimentazioni, il suo manifesto poetico, fisico, intimo.

Sempre dal 30 marzo, con la curatela di Melania Rossi, la scultura di Jan Fabre L’uomo che sorregge la croce (2015), sarà visibile nella chiesa del Pio Monte della Misericordia, in dialogo diretto con il capolavoro di Caravaggio Sette opere di Misericordia (1606-1607).

La scultura, realizzata in cera, è un autoritratto dell’artista che tiene in bilico una croce di oltre due metri sul palmo della mano. Nel rituale auto-rappresentativo l’artista esce da sé stesso e diviene qualunque uomo, lo specchio di ognuno di noi.

Fabre prende il simbolo di tutti i simboli, la croce/albero della vita, lo contempla e si chiede: cos’è la fede? Perché sento il bisogno di misurarmi con l’insondabile? Cosa vedo in me stesso? Perché tendo all’infinito?

Come scrive la curatrice Melania Rossi, L’uomo che sorregge la croce “è la rappresentazione dell’interrogarsi, è la celebrazione del dubbio”.

Il confronto tra il linguaggio seicentesco di Caravaggio e quello contemporaneo fiammingo di Fabre accende nuove riflessioni, segnando un ideale e virtuoso passaggio di testimone tra passato e presente.

Presso la storica galleria Studio Trisorio sarà esposta una selezione di opere di Fabre realizzate completamente con corazze di scarabei iridescenti.

La mostra, dal titolo Omaggio a Hieronymus Bosch in Congo, curata da Melania Rossi e Laura Trisorio, inaugurerà il 29 marzo.  Saranno esposti due grandi trittici e delle sculture, tutti realizzati a mosaico di scarabei e ispirati alla triste e violenta storia della colonizzazione del Congo belga. In queste opere l’ispirazione storica si unisce alla simbologia medioevale tratta da uno dei più grandi capolavori fiamminghi, Il Giardino delle Delizie (1480-1490) di Hieronymus Bosch.

L’inferno di Bosch, ammirato per la sua spiccata inventiva, per molti aspetti divenne una realtà raccapricciante nel Congo Belga.

Jan Fabre concilia in questi lavori la crudeltà del tema con la bellezza della sua presentazione.

Come evento speciale collegato alle tre mostre di Jan Fabre a Napoli, dal 30 marzo il Museo Madre, con la curatela di Andrea Viliani, Melania Rossi e Laura Trisorio, ospiterà in anteprima mondiale la scultura iconica L’uomo che misura le nuvole (2018), in un’inedita versione in marmo di Carrara.

Dopo lo straordinario successo del 2016, quando sulla terrazza del museo fu allestita la versione in bronzo della stessa scultura, Jan Fabre torna a celebrare la capacità di sognare e di elevarsi oltre il nostro destino di esseri umani.